Giotto
La visione del carro di fuoco
"Pregando il beato Francesco in un tugurio (presso il Vescovado di Assisi) ed essendo corporalmente lontano dai suoi frati presenti nel tugurio fuori della città (a Rivotorto) ecco costoro videro il beato Francesco su un carro di fuoco e rilucentissimo vagare, circe la mezzanotte, per la casa, mentre il tugurio s'illuminò a giorno, per cui si stupirono coloro che erano svegli e si destarono e si spaventarono coloro che dormivano".
In un’edicola di modeste dimensioni sono seduti a terra quattro seguaci di San Francesco, in parte addormentati e in parte svegli; l’ambiente è così piccolo che non v’è posto per quattro persone distese. Fuori dall’edicola a destra stanno altri frati i cui gesti esprimono grande eccitazione. Uno di questi si rivolge ai confratelli seduti a terra nella capanna e , tendendo la destra verso l’alto, mostra loro la visione. Mentre questo cerca di svegliare i dormienti , i due confratelli dietro a lui si intrattengono animatamente sulla visione. La figura più a destra alza lo sguardo direttamente verso l’apparizione, il suo compagno alza la mano destra nella stessa direzione.
In alto, dove convergono gli sguardi, appare una biga rossa a due ruote tirata da due cavalli rossi; la biga e i cavalli ricordano i modelli romani. Sulla biga, in piedi, si scorge San Francesco circondato da una corona di raggi; in atto di preghiera egli rivolge lo sguardo verso il cielo.
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